News and updates

  • Participation at the SPP1646 Colloquium in Florence. Programme here. Florence, May 23 – 24.
  • Participation at the ISTAT conference: “La violenza sulle donne: i dati e gli strumenti per la conoscenza statistica.” (Violence against women: data and instruments for statistic knowledge): programme here. Rome, March, 28th.
  • Glad to organize StaTalk, a one-day workshops on statistical topics,  together with Valentina Tocchioni (Università di Firenze): programme here. Firenze, February 7th.
  • Country expert for Germany in the EIGE project “Gender-related challenges in European education systems – EIGE/2016/OPER/08”, organized by IRS (Istituto per la Ricerca Sociale), Bologna: since October 2016
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Fiducia in se stessi, famiglia di origine e scelte scolastiche

 

Tra le cosiddette “abilità non cognitive” trasmesse dai genitori ai figli c’è anche la fiducia in se stessi. Questa fiducia nelle proprie capacità, dipende dalla  posizione sociale dei genitori e prescinde dalle capacità stesse dei figli.

In questo articolo per la mia rubrica CLIC su Imprendinews parlo del legame tra fiducia in se stessi, famiglia di origine e scelte scolastiche:

 

http://www.imprendinews.com/2016/04/27/clic-fiducia-in-se-stessi-famiglia-di-origine-e-scelte-scolastici/

Artigianato e Palazzo 2016: persone, creazioni, storie

Chi decide di perseguire con ostinazione la sua passione, o chi ad un certo punto della vita molla tutto per tornare indietro, in una specie di “ritorno all’origine”, assecondando la sua indole, la sua essenza, non può non meritarsi la mia ammirazione.

Di persone che hanno scelto di percorrere questa strada ne ho incontrate molte, in questi giorni di Artigianato e Palazzo. Essere tra i vincitori di blogs&crafts mi ha permesso di scoprire da vicino le loro storie. Sono felice oggi di poterle raccontare, attraverso gli scatti della mia reflex e le mie parole…Entrata

Sono rare le occasioni in cui la famiglia Corsini apre al pubblico le porte del suo giardino a Firenze. Una di queste occasioni è Artigianato e Palazzo, un evento che raccoglie cento espositori selezionati tra i migliori artigiani italiani e internazionali.

Giardino 2

Ogni anno ci sono cento espositori. Ben 35 tra quelli di quest’anno non erano mai stati presenti nelle edizioni precedenti. Eleganza e cura dei dettagli rendono Artigianato e Palazzo un evento unico. La Principessa Giorgiana Corsini si occupa personalmente, insieme a Neri Torrigiani, di scegliere gli espositori e i vincitori del concorso blogs&crafts.

Tommaso

Tommaso Pedani – Liutaio è stato il primo degli artigiani under 35 vincitori di Blogs&craft con cui ho avuto la fortuna di parlare. Tommaso studiava per diventare compositore, poi, nel giro di pochi mesi, ha deciso di cambiare. Ha capito che facendo il liutaio poteva vedere letteralmente tra le sue mani il frutto concreto della sua passione per la musica. È lui il vincitore del Premio Perseo di Banca CR Firenze – Intesa San Paolo: è stato l’espositore più votato dal pubblico.

Trsiomia 21

I ragazzi di Trisomia 21 Onlus Firenze mi hanno riservato l’accoglienza più bella. Mi sono lasciata trasportare dal loro entusiasmo nel presentarmi il loro importante progetto, circondata da uno stand coloratissimo.

Cappello di Firenze3

Ad Artigianato e Palazzo non mancano mai i sorrisi. Qui i sorrisi ricevuti nello stand de Il Consorzio “Il Cappello di Firenze”

Cappello di Firenze2 instagram

Nei giorni trascorsi a palazzo Corsini mi è tornata spesso in mente questa frase: “I dettagli fanno la perfezione, la perfezione non è un dettaglio”. (cappelli in paglia de “Il cappello di Firenze”)

Anseo Elisa

Elisa Cattani porta con sé semplicità e freschezza. Le sue creazioni si ispirano alla natura, la ricalcano, eppure risultano originali, fresche. Elisa crea solo ciò che lei stessa vorrebbe avere sempre vicino e sente un’affinità con le sue clienti. Non è difficile pensare che chi ama le sue creazioni sia come lei: delicata, gioiosa. Elisa nel 2013 ha creato Anseo, un laboratorio artistico che realizza gioielli, sculture e complementi d’arredo. È tra i vincitori di Blogs and Craft.

Anseo Elisa 3 mani

“Trovo che le forme non pensate dall’uomo siano più affascinanti”.

Noci dell’Appennino modenese: per le sue creazioni Elisa si lascia ispirare dal territorio in cui vive.

Crizu

Anna Bonino è CRIZU: crea sculture e gioielli piegando le pagine di vecchi libri di recupero destinati al macero.

crizu dettaglio

Spiando tra le creazioni di CRIZU ho trovato degli speciali orecchini. Impossibile non restarne affascinati per chi come me ama avere sempre un libro accanto.

Torelli studio 2

La parte del lavoro preferita da Luca è la progettazione. A @Turelli Studio, le vetrate sono realizzate completamente a mano, unendo tradizione ed innovazione. La filosofia di Luca è chiara: non usa mai due volte lo stesso disegno, e vuole che ogni creazione sia unica.

Luca ha vinto numerosi premi di design, ed è tra i vincitori di blogs&craft.

Giotto Scaramelli

È stato bello fermarsi ad osservare le abili mani di Giotto Scaramelli e le sue creazioni ordinate accanto al roseto. Giotto ha portato ad Artigianato e Palazzo l’antica arte dell’intreccio, proponendo cesti in vimini e materiali naturali.

Arianna_Leoni1

Le Ceramiche leoni arte nascono dal pensiero e dalle mani di Arianna. Arianna ama partire dalla terra per le sue creazioni e crede che il contatto con questo elemento sia una ricchezza. Nelle sue creazioni ci sono continui richiami alla Sardegna e al suo mare.

 arianna mani

“Non è la ceramica che ti segue, sei tu che devi seguirla” Tutto ciò che realizza Arianna Leoni è fatto a mano, dalla lavorazione della ceramica, agli smalti colorati.

Guri I zi

Guri I zi è un progetto di micro-impresa tessile femminile a nord dell’Albania. 53 donne albanesi lavorano nel laboratorio tessile e sartoriale e producono  tovaglie, tende, biancheria per la casa, cucendo a mano con ago e filo le giunture tra una lavorazione di telaio e l’altra. Dall’uso di cotone italiano e dalle abili mani di queste donne risultano prodotti  di forte impatto, colorati e resistenti.

Aurora Pettinari York 1

Aurora Pettinari-York è una ricamatrice. Inizialmente faceva la costumista e la scenografa, poi ha scoperto il ricamo, formandosi alla Royal School of Needlework. Dietro ad ogni sua creazione ci sono fino a 180 ore di lavoro: a partire dal disegno in china fino alla realizzazione.

Aurora è tra i vincitori di blogs&craft.

Thya Bijoux 2

Thya Bijoux: Lidia realizza a mano gioielli ispirati alle forme degli animali, utilizzando oggetti di recupero in polietilene e polipropilene. È un lavoro in cui ogni taglio è decisivo, non c’è possibilità di recupero. Lavora con bisturi, forbici e collanti. Ogni suo gioiello è un richiamo alla natura, alla sua preservazione, per questo si ispira agli animali selvatici.

In labo

Davide ha un laboratorio di incisioni e l’idea dei papillon in legno nasce da un regalo ad un amico. Alessandra, invece, è una designer e alla mostra ha portato le sue borse. Unendo design e incisione hanno creato le nappe in ecopelle che li hanno portati ad Artigianato e Palazzo tra i vincitori di blogs&crafts.

Inlabodesign.it e BOOM BAG Slimpack & Other

In labo_dett

Inlabodesign.it e BOOM BAG Slimpack & Other sono stati i vincitori del premio SOURCE che prevede uno stand per la partecipazione alla prossima edizione di SOURCE, un evento internazionale dedicato al design autoprodotto che si svolgerà a Firenze nel settembre 2016. Bravi!

Danieli_Forno

Ad Artigianato e Palazzo c’era spazio anche per l’ottimo cibo, ovviamente artigianale. Questi taralli mi sono stati offerti da Danieli, il Forno delle Puglie.

ricette in famiglia

Qualsiasi sia l’arte che una persona predilige, trovarsi di fronte ad un grande maestro è sempre un’emozione. Ad Artigianato e Palazzo, nell’ambito degli incontri “Ricette di famiglia” ho potuto ascoltare il maestro Gualtiero Marchesi. È stato bello sentirlo parlare dell’importanza della cucina semplice.

(foto da cellulare)

dino

Dino Capuano realizza a mano zaini e borse con materiali di altissima qualità. @Insetto amaro, il suo laboratorio, è in continua evoluzione. Dino accoglie la tradizione, ma è alla costante e perenne ricerca della novità. Per questo motivo alla pelle unisce sempre la stoffa, per poter combinare tessuti e colori.

Dino Insetto Amaro prodotto

@Insettoamaro è la fusione tra stili diversi, accostamenti insoliti che creano paradossi. Il laboratorio è nato nel 2011, quasi per caso, da una borsa in canapa rotta e dalla scoperta che Dino non solo sapeva aggiustarla, ma era anche in grado di migliorarla. Da quel momento è iniziato il suo percorso di sperimentazione.

Munarin 2

Il 1966 fu per Firenze un anno indimenticabile, l’anno della grande alluvione. 50 anni dopo Artigianato e Palazzo vuole ricordare quell’evento dando agli artigiani un tema a cui ispirarsi: l’acqua. Da questo tema nasce “1966”, opera di Eva Munarin.

Eva Munarin

Le creazioni di Eva Munarin mi hanno conquistata: Riesce ad unire tradizione e design, abbinando l’antica tecnica della Maiolica a forme innovative e mai scontate.

Mazzanti

Le domande

“Ti sei mai pentito della decisione presa, e di essere diventato un artigiano?”
“No, mai”.
Nessuno di loro mi ha mai risposto diversamente…
(Piume di Mazzanti Piume)

jahrberink porcelain 2_dettaglio

Le ceramiche di Jaqueline Harberink sono incantevoli: creazioni semplici e raffinate.

Lora Nikolova

Lora Nikolova Bijoux&Art è un’artista, oltre che un’artigiana. Dipinge e inventa gioielli, partendo da materiali semplici. Ogni sua creazione persegue l’obiettivo della leggerezza ed ogni dettaglio si collega all’altro grazie ad intrecci di reti.

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Lora è tra i vincitori di Blogs&Crafts.

“Quando vedo i materiali, che siano vetri, resine o pasta vetrosa, subito nella mia mente immagino una collana o degli orecchini”

Casa Clementina

Casa Clementina a Biella è entrata di diritto nella lista di posti che voglio visitare. A Casa Clementina si riscoprono le tecniche tessili antiche e le tinture naturali.

mani_instagram

“Ti dico un segreto: con le mani ho conquistato mia moglie”. Mai dire un segreto ad una blogger.

Incantevole Casa Clementina, a Biella: tinture naturali.

ferragamo

Il primo brevetto nella storia della moda?

La zeppa, brevettata nel 1937 da Salvatore Ferragamo. Due anni prima la Lega delle Nazioni impose all’Italia l’embargo, in seguito all’invasione dell’Etiopia. Costretto ad usare prodotti locali, Ferragamo ideò la zeppa usando i turaccioli di sughero, poi ricoperti di cuoio.

Io e gli altri blogger vincitori di Blogs&Craft abbiamo avuto il privilegio di visitare la sede della Fondazione Ferragamo ed ascoltare l’appassionante storia di Salvatore Ferragamo.

Olivia Monteforte

Olivia Monteforte ha trasformato la sua esperienza di cliente insoddisfatta in una passione ed un lavoro accurato. Olivia realizza scarpe interamente fatte a mano, con l’obiettivo di ottenere la massima comodità, quella che non riusciva ad avere con le calzature acquistate durante gli anni all’università. Durante Artigianato e Palazzo ha parlato dei suoi prodotti, ma anche della sua esperienza con il web. Olivia ha una pagina Facebook in cui racconta la sua storia e ha superato la paura che il web snaturi i contatti con chi è interessato alle sue scarpe.

Vincenzo Spanò

Costretto a letto per un incidente, Vincenzo Spanò scopre la magia di una scatola di perline… Da lì inizia la sua storia di creatore di gioielli, colorati, fantasiosi, divertenti.

per vetro instagram

“I goti de fornasa” erano originariamente i bicchieri che i maestri vetrai di Murano preparavano a fine giornata per essere usati dalle loro famiglie. Ad Artigianato e Palazzo Maracantonio Brandolini D’Adda e Alvise de Mezzo di Laguna B hanno portato una dimostrazione di soffiatura del vetro e di creazione di questi bicchieri.

Vetro

Il vetro va sempre guardato, costantemente. Si crea una tensione, vorresti toccarlo ma non puoi, ne hai paura. Quello nei confronti del fuoco e del vetro è un amore per il quale vale la pena superare la paura iniziale. Il vetro raccoglie in sé i quattro elementi: ci sono la sabbia che è la terra, il fuoco che rende possibile il processo alchemico, aria e acqua che sono strumenti di controllo.

Da una bella chiacchierata con Alvise de Mezzo. A volte vale la pena far raffreddare una pastasciutta e rimanere ad ascoltare. (Nella foto: il tavolo del maestro)

Il forcolaio mattoPiero Dri costruisce remi e forcole per le barche veneziane. Dopo la laurea in astronomia ha deciso di tornare alle origini, seguendo la sua passione per le barche e il suo carattere, adatto al lavoro di bottega. Sentiva il bisogno di tornare alle origini e la necessità di avere tra le mani dei prodotti da finalizzare.

Atelier della lana

L’Atelier della Lana è una piccola azienda artigiana di Prato che produce capi d’abbigliamento ed accessori in lana e seta fatti con la tecnica dell’infeltrimento; un processo che si ottiene attraverso l’utilizzo di lane pregiate, impastate e pressate con acqua e sapone.

Il merlo

Le borse di Kyoko Morita sono interamente cucite a mano con devozione e attenzione. Kyoko unisce linee innovative, colori brillanti e pelli di ottima qualità. IL MERLO Bags

Penko

PAOLO PENKO – Firenze, un dettaglio del banco di lavoro di un grande maestro dell’arte orafa fiorentina. Il mio percorso ad Artigianato e Palazzo non poteva che concludersi con i gioielli realizzati interamente a mano secondo le antiche tecniche dell’arte orafa fiorentina. Un esempio per tutti i giovani che hanno deciso o decideranno di fare dell’artigianato il proprio stile di vita…

Giardino

Al prossimo anno!

Matrimonio o convivenza? Una scelta dettata dalla precarietà

Uno studio italiano dimostra il legame tra tipo di contratto lavorativo e convivenza o matrimonio.

Ne parlo in un articolo per la rivista Imprendinews:

http://www.imprendinews.com/2016/03/16/clic-matrimonio-o-convivenza-una-scelta-dettata-dalla-precarieta/

Non studio e non lavoro: NEET

 

L’Italia è uno dei paesi europei con la più alta percentuale di NEET (Not in Education, Employment or Training), ovvero di ragazzi non impegnati nello studio, senza lavoro e non inseriti in un programma di formazione professionale.

Qui il mio articolo sui NEET per Imprendinews:

http://www.imprendinews.com/2016/03/02/clic-non-studio-non-lavoro-neet/

Al pupo ci pensa papà

I papà italiani sono i meno collaborativi tra i padri europei e trascorrono solo 38 minuti al giorno con i figli. Questo succede sia per il poco tempo a disposizione da dedicare alla famiglia, sia perché in Italia si tende a pensare che il ruolo di cura dei figli debba essere quasi totalmente a carico delle donne.

Una visione diversa è possibile: prevede una divisione più equilibrata dei ruoli e una maggiore presenza dei papà.

Uno studio condotto dal centro ricerche inglese SIRC (Social Research – Social Trends Analysis) rivela che i papà italiani dedicano ai figli soltanto 38 minuti al giorno, mentre le mamme 4 ore e 45 minuti. I maschi italiani sono gli ultimi in Europa per tempo passato con i figli. Le spiegazioni sono molte: i papà italiani sono più vecchi degli altri, in media il primo figlio arriva quando il papà ha 35 anni (Istat) ed è molto coinvolto nella carriera lavorativa. Continua, poi, ad esserci una cultura scarsamente orientata alla parità di genere all’interno della famiglia secondo cui è la donna e madre a dover gestire il lavoro domestico e di cura. Uno studio americano del 2003, prova a spostare la prospettiva e discute le condizioni per una divisione equa tra madre e padre di attività di cura dei figli e lavoro retribuito. Janet C. Gornick e Marcia K. Meyers, docenti americane, si chiedono in quale modo potrebbero cambiare le cose: cosa potrebbe spingere i papà a passare più tempo con i figli? Le due autrici propongono una società in cui uomini e donne si dividano sia il ruolo di cura sia quello di lavoratori, definendola “dual-earner-dual-carer”. La chiave per raggiungere la parità di genere sarebbe, secondo alcune teorie riprese dalle due americane, rendere i modelli di vita attuali delle donne la norma e indurre gli uomini a diventare più simili a come sono già ora la maggior parte delle madri, che riescono a combinare lavoro di cura e lavoro retribuito. Ad oggi, infatti, mancano gli incentivi affinché siano gli uomini a prendersi anche solo parzialmente la responsabilità di cura dei figli. Spesso le madri sono costrette a ritirarsi dal mercato del lavoro per compensare l’assenza di strutture di assistenza alla prima infanzia garantite dallo stato i cui posti sono limitati, i costi eccessivi e la qualità non sempre ottimale.

Bambino, Carino, Papà, Famiglia, Padre, Figlio, Azienda

Anche in Italia, seppure le coppie spesso ricorrano all’aiuto dei nonni, succede frequentemente che siano proprio le mamme ad abbandonare il lavoro retribuito quando arrivano i figli. Affinché anche il papà contribuisca alla cura dei figli, non dovrebbe essere solo la mamma a lasciare il lavoro, bensì sarebbe necessario che entrambi i genitori combinino una riduzione temporanea delle ore di lavoro alla possibilità di usufruire di strutture statali per la cura della prima infanzia (asili nido) di alta qualità e accessibili. Il lavoro delle madri e dei padri nel primo anno di vita del figlio dovrebbe, ad esempio essere di 20-25 ore la settimana a testa e non sbilanciato a favore dei padri come è oggi. Perché questo sia possibile, è però necessario che si verifichino tre condizioni: la prima è una trasformazione radicale nelle relazioni di genere, in cui la donna non venga vista come la detentrice esclusiva del lavoro di cura e l’uomo come il capofamiglia, la seconda è una modifica sostanziale dei tempi di lavoro dei padri, che più di quelli delle madri non coincidono con il modello proposto, la terza, è un contribuito sostanziale da parte dello Stato affinché questa nuova divisione dei ruoli avvenga senza sacrifici economici.

Sostenere questi cambiamenti significa contribuire alla parità dei diritti e delle responsabilità di padri e madri, e andare verso un impegno comune per il benessere dei bambini. Perché questo sia possibile i tre passi fondamentali sono: la possibilità di ricorrere ad un congedo familiare equamente distribuito tra madri e padri, una riduzione e riallocazione delle ore di lavoro, ed, infine, il sostegno economico e la presenza di strutture per l’assistenza ai bambini nei primi anni di vita che siano sostenibili e di ottima qualità. Ma se anche queste condizioni si realizzassero, si chiedono le autrici, i padri, deciderebbero di dividersi equamente i ruoli o le dinamiche rimarrebbero le stesse di oggi?

Corsa A Piedi, Sport, Formazione, Padre, Figlio

Secondo la ricerca Sirc citata a inizio articolo, l’87% delle mamme italiane riconosce che il partner è più coinvolto nella gestione dei figli rispetto a quanto lo fosse il padre quando erano bambine. Da questo all’eguaglianza il passo è, però, ancora lungo. Gornick e Meyers citano due teorie sociologiche secondo cui una modifica della distribuzione dei ruoli è difficile, se non impossibile. La prima prospettiva, essenzialista, definisce la propensione delle donne al lavoro di cura come intrinseca alla loro natura, e se non immutabile, sicuramente molto tenace. Le donne (alcune, non tutte) tendono a non voler investire nel loro capitale umano (l’istruzione), ma a scegliere invece un posto di lavoro senza troppe responsabilità, da lasciare o comunque accantonare alla nascita di un figlio. Altra prospettiva che va in una direzione simile è quella della specializzazione, secondo cui le differenze di genere nei ruoli di lavoro e familiari riflettono il processo decisionale congiunto e razionale di uomini e donne: alle donne il compito dei lavori di cura, agli uomini il dovere di mantenere economicamente la famiglia. Entrambe le prospettive sottintendono che alla base ci siano delle preferenze intrinseche e non determinate, invece, dal contesto sociale e che, al mutare del contesto sociale stesso, queste preferenze non possano cambiare. Un piccolo segno di cambiamento si vede, invece, anche in Italia. Secondo i dati ISTAT sull’uso del tempo, i padri con alto livello di istruzione in Italia dedicano più tempo ai figli, un tempo paragonabile a quello dei padri dei paesi in cui, tradizionalmente, essi sono più presenti nella cura dei figli. Questo, ovviamente, non significa arrivare alla parità, ma è un primo segnale di cambiamento, cambiamento che, secondo Gornick e Meyers, sarebbe possibile se padri e madri interiorizzassero una nuova visione dei figli, come bene pubblico. Ovvero se anche i padri capissero che investire tempo nella cura e nella crescita dei figli significa creare, da una parte le condizioni per una società con meno disuguaglianze di genere, dall’altra crescere figli che interiorizzino da subito un modello di divisione dei ruoli meno tradizionale.

Precedentemente pubblicato nella rubrica CLIC del sito http://www.imprendinews.com

 

Italiani a Londra

Londra è una città che negli ultimi anni ha accolto molti italiani. Oltre ai turisti ci sono molti connazionali che hanno scelto la capitale del Regno Unito come città in cui vivere.

In questo articolo, scritto per la mia rubrica CLIC su Imprendinews, riporto i risultati di una ricerca sociologica che descrive la storia dei vecchi e giovani migranti italiani trasferiti a Londra, i lati positivi e anche quelli negativi di vivere nella metropoli inglese.

Qui il link all’articolo:

http://www.imprendinews.com/2016/01/13/clic-londra-storia-nuovi-vecchi-migranti/