Genitori omosessuali e figli: la chiara posizione delle scienze sociali

Recentemente due studiosi americani hanno analizzato 19mila articoli scientifici per capire, una volta per tutte, qual è la posizione della scienza rispetto all’effetto dei genitori omosessuali sull’orientamento sessuale, le performance scolastiche, e altri outcome dei figli.

Ne parlo in questo articolo:

http://www.tagli.me/articolo/genitori-omosessuali-e-orientamento-dei-figli-cosa-dice-la-scienza

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Dove non arriva il buonsenso, arriva la scienza

Alla luce del voto in Irlanda, mi sembra giusto riproporre una riflessione sull’argomento, che unisce scienza e buonsenso.
Sperando che presto anche in Italia le cose cambino…

Alessandra Minello

Ovvero, una dimostrazione empirica degli effetti dei matrimoni omosessuali sui matrimoni etero.

In tempi di sentinelle in piedi e feste della famiglia naturale (in Veneto, sigh!), il governo va controcorrente e si fa un gran parlare di riconoscimento delle unioni omosessuali. È di questi giorni la notizia che Renzi avrebbe in mente per l’Italia il modello tedesco (giusto per infierire, in Germania questa legge è entrata in vigore 13 anni fa). Un po’ ci si chiede cosa sia, un po’ ci si chiede perché dalla Germania non si prenda anche altro, visto che ce ne sarebbe parecchio bisogno. Ad ogni modo, il modello tedesco corrisponde essenzialmente ad approvare la reversibilità della pensione, il diritto alla successione in caso di morte e la possibilità di assistenza negli ospedali e nelle carceri anche per le famiglie composte da due donne o due uomini. Sono incluse nelle concessioni anche la partecipazione ai bandi…

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Dove non arriva il buonsenso, arriva la scienza

Ovvero, una dimostrazione empirica degli effetti dei matrimoni omosessuali sui matrimoni etero.

In tempi di sentinelle in piedi e feste della famiglia naturale (in Veneto, sigh!), il governo va controcorrente e si fa un gran parlare di riconoscimento delle unioni omosessuali. È di questi giorni la notizia che Renzi avrebbe in mente per l’Italia il modello tedesco (giusto per infierire, in Germania questa legge è entrata in vigore 13 anni fa). Un po’ ci si chiede cosa sia, un po’ ci si chiede perché dalla Germania non si prenda anche altro, visto che ce ne sarebbe parecchio bisogno. Ad ogni modo, il modello tedesco corrisponde essenzialmente ad approvare la reversibilità della pensione, il diritto alla successione in caso di morte e la possibilità di assistenza negli ospedali e nelle carceri anche per le famiglie composte da due donne o due uomini. Sono incluse nelle concessioni anche la partecipazione ai bandi per le case popolari e i sussidi economici. Non è invece prevista l’adozione di bambini esterni alla coppia, mentre un partner potrà adottare il figlio naturale dell’altro. Ovviamente, per andare incontro alle possibili critiche della parte cattolica del parlamento, Renzi si è ben guardato dall’usare la parola “matrimonio” preferendo il termine più neutro di “unioni”.

Ovviamente, da brava sociologa, non credo ai sondaggi, ma me ne servo quando mi è più comodo. È recente, infatti, un sondaggio di Demos & Pi per Repubblica.it, in cui, il 55% dei 1265 intervistati si è dichiarato favorevole al matrimonio gay, dimostrando, non che sia una novità, che i cittadini sono già arrivati dove la politica ancora stenta. L’Italia infatti, come spesso accade, si ritrova ad essere fanalino di coda in Europa in materia di diritti civili. Ecco qui la mappa del riconoscimento delle unioni o dei matrimoni omosessuali in Europa, presa dal sito gay.it.

http://www.gay.it/news/6/Mappa–il-matrimonio-gay-nel-mondo-alle-soglie-del-2014#photos

mappa_unioni_Europa

Ma, come annunciato, dove non arriva il buon senso arriva la scienza. Uno studioso norvegese ha recentemente spiegato che il riconoscimento dei matrimoni omosessuali non comporta alcuna conseguenza negativa per le famiglie cosiddette tradizionali.

Mircea Trandafir, Assistant Professor all’universitá di Southern Denmark, ha di recente pubblicato un articolo dal titolo: The Effect of Same-Sex Marriage Laws on Different-Sex Marriage: Evidence From the Netherlands (Gli effetti dei matrimoni tra persone dello stesso sesso sui matrimoni tra persone di sesso diverso: analisi del caso Olandese) sulla rivista scientifica Demography, che per quanti non lo sapessero non è esattamente l’ultima arrivata tra le riviste scientifiche europee e mondiali, anzi rientra tra quelle più prestigiose.

A lungo si è sostenuto che il riconoscimento delle unioni omosessuali potesse avere un impatto negativo sul matrimonio etero. In realtà la letteratura è ambigua al proposito: se da un lato, tale riconoscimento potrebbe ridurre gli incentivi a sposarsi offrendo la possibilità anche agli etero di forme familiari alternative (Kurtz 2004), dall’altro la legalizzazione del matrimonio omosessuale potrebbe portare ad un aumento dei matrimoni etero, o meglio, a riaccendere l’interesse per il matrimonio, spingendo le coppie eterosessuali ad un recupero dell’istituzione del matrimonio tradizionale (Rauch 2004; Safire 2003). Trandafir si concentra sul caso olandese in quanto l’Olanda è il primo paese al mondo ad aver introdotto nel 2001 una legge che permetteva il matrimonio omosessuale. Nel suo studio analizza l’effetto di due leggi sui matrimoni etero e omosessuali: una legge del 1998 che prevedeva il riconoscimento delle “Unioni registrate” e la legge che nel 2001 legalizzava per la prima volta nel mondo il matrimonio omosessuale. Unendo i dati ufficiali ai dati individuali della ricerca Olandese sulle Forze Lavoro l’autore dimostra che, nel complesso, non c’è evidenza di effetti negativi dalla legalizzazione del matrimonio omosessuale o dall’introduzione di unione registrata sui matrimoni etero. Tuttavia, la risposta a breve termine alle due leggi varia tra regioni ed etnie. L’autore dimostra che gli individui potenzialmente più conservatori (in base a zona di residenza e paese di origine, indicatori di livello di attaccamento alla religione e attitudini conservatrici) tendono, confermando la letteratura, a sposarsi di più in seguito ad ogni legge. Gli individui più liberali dimostrano, invece trend alterni, tendendo solo in alcune zone del paese a sposarsi di meno, confermando solo parzialmente la letteratura che parla del fatto che il riconoscimento delle unioni omosessuali avrebbe la conseguenza di favorire la scelta di istituzioni alternative al matrimonio.

Sono consapevole, quanto l’autore, che studiare il caso olandese non sia esattamente lo stesso che riferirsi al contesto italiano, ad ogni modo, questa mi sembra una prima ed evidente prova dell’infondatezza dei timori di effetti negativi del riconoscimento dei matrimoni omosessuali sui matrimoni eterosessuali. Con buona pace di chi ancora teme l’avvento di questa istituzione, credo e spero, l’Italia andrà presto nella direzione della garanzia di questo diritto alle coppie omosessuali, allineandosi con gli altri paesi europei più avanzati nel riconoscimento dei diritti e delle libertà fondamentali.

gay marriage

Riferimenti bibliografici:

Kurtz, S. (2004). The end of marriage in Scandinavia. The Weekly Standard, 9(20), 26.
Rauch, J. (2004). Gay marriage: Why it is good for gays, good for straights, and good for America. New York: Times Books.
Safire,W. (2003, June 30). The bedroom door. The New York Times.
Trandafir, M.,(2014), The effect of same-sex marriage laws on different-sex marriage: Evidence from the Netherlands, Demography 51:317–340

Sondaggio Repubblica.it:
http://www.repubblica.it/cronaca/2014/10/12/news/nozze_gay_per_la_prima_volta_oltre_la_met_degli_italiani_dice_s-97902620/

Tutti dovrebbero mirare alla Luna

“Puoi arrivare da qualsiasi parte, nello spazio e nel tempo, dovunque tu desideri.”
Richard Bach , Il Gabbiano Jonathan Livingston

Quanto è importante desiderare qualcosa? Aspirare a raggiungere una meta? Avere nei confronti di questo obiettivo delle aspettative concrete? Molto. Procede Bach, “Quei gabbiani che non hanno una meta ideale e che viaggiano solo per viaggiare, non arrivano da nessuna parte, e vanno piano.”.
Ci sono alcuni bambini per cui avere alti desideri ed aspettative si dimostra particolarmente difficile. Questi sono i figli degli immigrati che risiedono nel nostro paese. Nell’anno scolastico 2010-2011 erano il 7% dell’intera popolazione scolastica, circa 650 mila bambini. Sono però pochissimi quelli che si immaginano laureati o quelli che desiderano (e poi di fatto scelgono) di frequentare il liceo. Per loro “puntare in alto” – shooting for the moon, mirare alla luna, dicono gli americani – è davvero difficile. Arrivati da paesi lontani (o figli di genitori stranieri) hanno spesso difficoltà con la lingua, non conoscono bene la nuova cultura con cui si devono rapportare, non hanno una rete di amici a sostenerli, talvolta non conoscono nemmeno le possibili alternative su cui investire.
Esiste un modo per dare la possibilità di sognare in grande anche a questi ragazzi, come fanno quelli italiani? Chiaramente sì. I dati dimostrano che la presenza di risorse nelle scuole, i contatti e il coinvolgimento tra scuola e famiglia e la vicinanza con i nativi (altamente ambiziosi) aumentano le aspirazioni educative dei figli degli immigranti. Cresce pertanto la loro possibilità di realizzarsi, di frequentare il liceo, l’università, ma soprattutto di sentirsi integrati. E c’è un altro modo per far sì che i figli degli stranieri aumentino le loro aspettative per il futuro: avere amici italiani, frequentarli e condividere il tempo con loro. Sembrerà banale, ma allora perché nessuno ancora ci ha pensato? Perché le attività che favoriscono l’integrazione non sono ancora sviluppate in tutto il territorio?
Farebbe bene ricordare che una società in cui i bambini hanno alte aspettative e prospettive educative è una società in cui la mobilità sociale è possibile, ma una società in cui anche ai figli degli immigrati viene data la possibilità di avere alte aspirazioni educative è una società in cui anche l’uguaglianza diventa possibile. Questa, ragionevolmente, dovrebbe essere una prospettiva comune per il futuro, per far sì che tutti possano “mirare alla luna”.
E magari raggiungerla..

 

http://www.guesswhat.it/it/tutti-dovrebbero-mirare-alla-luna.html