Artigianato e Palazzo 2016: persone, creazioni, storie

Chi decide di perseguire con ostinazione la sua passione, o chi ad un certo punto della vita molla tutto per tornare indietro, in una specie di “ritorno all’origine”, assecondando la sua indole, la sua essenza, non può non meritarsi la mia ammirazione.

Di persone che hanno scelto di percorrere questa strada ne ho incontrate molte, in questi giorni di Artigianato e Palazzo. Essere tra i vincitori di blogs&crafts mi ha permesso di scoprire da vicino le loro storie. Sono felice oggi di poterle raccontare, attraverso gli scatti della mia reflex e le mie parole…Entrata

Sono rare le occasioni in cui la famiglia Corsini apre al pubblico le porte del suo giardino a Firenze. Una di queste occasioni è Artigianato e Palazzo, un evento che raccoglie cento espositori selezionati tra i migliori artigiani italiani e internazionali.

Giardino 2

Ogni anno ci sono cento espositori. Ben 35 tra quelli di quest’anno non erano mai stati presenti nelle edizioni precedenti. Eleganza e cura dei dettagli rendono Artigianato e Palazzo un evento unico. La Principessa Giorgiana Corsini si occupa personalmente, insieme a Neri Torrigiani, di scegliere gli espositori e i vincitori del concorso blogs&crafts.

Tommaso

Tommaso Pedani – Liutaio è stato il primo degli artigiani under 35 vincitori di Blogs&craft con cui ho avuto la fortuna di parlare. Tommaso studiava per diventare compositore, poi, nel giro di pochi mesi, ha deciso di cambiare. Ha capito che facendo il liutaio poteva vedere letteralmente tra le sue mani il frutto concreto della sua passione per la musica. È lui il vincitore del Premio Perseo di Banca CR Firenze – Intesa San Paolo: è stato l’espositore più votato dal pubblico.

Trsiomia 21

I ragazzi di Trisomia 21 Onlus Firenze mi hanno riservato l’accoglienza più bella. Mi sono lasciata trasportare dal loro entusiasmo nel presentarmi il loro importante progetto, circondata da uno stand coloratissimo.

Cappello di Firenze3

Ad Artigianato e Palazzo non mancano mai i sorrisi. Qui i sorrisi ricevuti nello stand de Il Consorzio “Il Cappello di Firenze”

Cappello di Firenze2 instagram

Nei giorni trascorsi a palazzo Corsini mi è tornata spesso in mente questa frase: “I dettagli fanno la perfezione, la perfezione non è un dettaglio”. (cappelli in paglia de “Il cappello di Firenze”)

Anseo Elisa

Elisa Cattani porta con sé semplicità e freschezza. Le sue creazioni si ispirano alla natura, la ricalcano, eppure risultano originali, fresche. Elisa crea solo ciò che lei stessa vorrebbe avere sempre vicino e sente un’affinità con le sue clienti. Non è difficile pensare che chi ama le sue creazioni sia come lei: delicata, gioiosa. Elisa nel 2013 ha creato Anseo, un laboratorio artistico che realizza gioielli, sculture e complementi d’arredo. È tra i vincitori di Blogs and Craft.

Anseo Elisa 3 mani

“Trovo che le forme non pensate dall’uomo siano più affascinanti”.

Noci dell’Appennino modenese: per le sue creazioni Elisa si lascia ispirare dal territorio in cui vive.

Crizu

Anna Bonino è CRIZU: crea sculture e gioielli piegando le pagine di vecchi libri di recupero destinati al macero.

crizu dettaglio

Spiando tra le creazioni di CRIZU ho trovato degli speciali orecchini. Impossibile non restarne affascinati per chi come me ama avere sempre un libro accanto.

Torelli studio 2

La parte del lavoro preferita da Luca è la progettazione. A @Turelli Studio, le vetrate sono realizzate completamente a mano, unendo tradizione ed innovazione. La filosofia di Luca è chiara: non usa mai due volte lo stesso disegno, e vuole che ogni creazione sia unica.

Luca ha vinto numerosi premi di design, ed è tra i vincitori di blogs&craft.

Giotto Scaramelli

È stato bello fermarsi ad osservare le abili mani di Giotto Scaramelli e le sue creazioni ordinate accanto al roseto. Giotto ha portato ad Artigianato e Palazzo l’antica arte dell’intreccio, proponendo cesti in vimini e materiali naturali.

Arianna_Leoni1

Le Ceramiche leoni arte nascono dal pensiero e dalle mani di Arianna. Arianna ama partire dalla terra per le sue creazioni e crede che il contatto con questo elemento sia una ricchezza. Nelle sue creazioni ci sono continui richiami alla Sardegna e al suo mare.

 arianna mani

“Non è la ceramica che ti segue, sei tu che devi seguirla” Tutto ciò che realizza Arianna Leoni è fatto a mano, dalla lavorazione della ceramica, agli smalti colorati.

Guri I zi

Guri I zi è un progetto di micro-impresa tessile femminile a nord dell’Albania. 53 donne albanesi lavorano nel laboratorio tessile e sartoriale e producono  tovaglie, tende, biancheria per la casa, cucendo a mano con ago e filo le giunture tra una lavorazione di telaio e l’altra. Dall’uso di cotone italiano e dalle abili mani di queste donne risultano prodotti  di forte impatto, colorati e resistenti.

Aurora Pettinari York 1

Aurora Pettinari-York è una ricamatrice. Inizialmente faceva la costumista e la scenografa, poi ha scoperto il ricamo, formandosi alla Royal School of Needlework. Dietro ad ogni sua creazione ci sono fino a 180 ore di lavoro: a partire dal disegno in china fino alla realizzazione.

Aurora è tra i vincitori di blogs&craft.

Thya Bijoux 2

Thya Bijoux: Lidia realizza a mano gioielli ispirati alle forme degli animali, utilizzando oggetti di recupero in polietilene e polipropilene. È un lavoro in cui ogni taglio è decisivo, non c’è possibilità di recupero. Lavora con bisturi, forbici e collanti. Ogni suo gioiello è un richiamo alla natura, alla sua preservazione, per questo si ispira agli animali selvatici.

In labo

Davide ha un laboratorio di incisioni e l’idea dei papillon in legno nasce da un regalo ad un amico. Alessandra, invece, è una designer e alla mostra ha portato le sue borse. Unendo design e incisione hanno creato le nappe in ecopelle che li hanno portati ad Artigianato e Palazzo tra i vincitori di blogs&crafts.

Inlabodesign.it e BOOM BAG Slimpack & Other

In labo_dett

Inlabodesign.it e BOOM BAG Slimpack & Other sono stati i vincitori del premio SOURCE che prevede uno stand per la partecipazione alla prossima edizione di SOURCE, un evento internazionale dedicato al design autoprodotto che si svolgerà a Firenze nel settembre 2016. Bravi!

Danieli_Forno

Ad Artigianato e Palazzo c’era spazio anche per l’ottimo cibo, ovviamente artigianale. Questi taralli mi sono stati offerti da Danieli, il Forno delle Puglie.

ricette in famiglia

Qualsiasi sia l’arte che una persona predilige, trovarsi di fronte ad un grande maestro è sempre un’emozione. Ad Artigianato e Palazzo, nell’ambito degli incontri “Ricette di famiglia” ho potuto ascoltare il maestro Gualtiero Marchesi. È stato bello sentirlo parlare dell’importanza della cucina semplice.

(foto da cellulare)

dino

Dino Capuano realizza a mano zaini e borse con materiali di altissima qualità. @Insetto amaro, il suo laboratorio, è in continua evoluzione. Dino accoglie la tradizione, ma è alla costante e perenne ricerca della novità. Per questo motivo alla pelle unisce sempre la stoffa, per poter combinare tessuti e colori.

Dino Insetto Amaro prodotto

@Insettoamaro è la fusione tra stili diversi, accostamenti insoliti che creano paradossi. Il laboratorio è nato nel 2011, quasi per caso, da una borsa in canapa rotta e dalla scoperta che Dino non solo sapeva aggiustarla, ma era anche in grado di migliorarla. Da quel momento è iniziato il suo percorso di sperimentazione.

Munarin 2

Il 1966 fu per Firenze un anno indimenticabile, l’anno della grande alluvione. 50 anni dopo Artigianato e Palazzo vuole ricordare quell’evento dando agli artigiani un tema a cui ispirarsi: l’acqua. Da questo tema nasce “1966”, opera di Eva Munarin.

Eva Munarin

Le creazioni di Eva Munarin mi hanno conquistata: Riesce ad unire tradizione e design, abbinando l’antica tecnica della Maiolica a forme innovative e mai scontate.

Mazzanti

Le domande

“Ti sei mai pentito della decisione presa, e di essere diventato un artigiano?”
“No, mai”.
Nessuno di loro mi ha mai risposto diversamente…
(Piume di Mazzanti Piume)

jahrberink porcelain 2_dettaglio

Le ceramiche di Jaqueline Harberink sono incantevoli: creazioni semplici e raffinate.

Lora Nikolova

Lora Nikolova Bijoux&Art è un’artista, oltre che un’artigiana. Dipinge e inventa gioielli, partendo da materiali semplici. Ogni sua creazione persegue l’obiettivo della leggerezza ed ogni dettaglio si collega all’altro grazie ad intrecci di reti.

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Lora è tra i vincitori di Blogs&Crafts.

“Quando vedo i materiali, che siano vetri, resine o pasta vetrosa, subito nella mia mente immagino una collana o degli orecchini”

Casa Clementina

Casa Clementina a Biella è entrata di diritto nella lista di posti che voglio visitare. A Casa Clementina si riscoprono le tecniche tessili antiche e le tinture naturali.

mani_instagram

“Ti dico un segreto: con le mani ho conquistato mia moglie”. Mai dire un segreto ad una blogger.

Incantevole Casa Clementina, a Biella: tinture naturali.

ferragamo

Il primo brevetto nella storia della moda?

La zeppa, brevettata nel 1937 da Salvatore Ferragamo. Due anni prima la Lega delle Nazioni impose all’Italia l’embargo, in seguito all’invasione dell’Etiopia. Costretto ad usare prodotti locali, Ferragamo ideò la zeppa usando i turaccioli di sughero, poi ricoperti di cuoio.

Io e gli altri blogger vincitori di Blogs&Craft abbiamo avuto il privilegio di visitare la sede della Fondazione Ferragamo ed ascoltare l’appassionante storia di Salvatore Ferragamo.

Olivia Monteforte

Olivia Monteforte ha trasformato la sua esperienza di cliente insoddisfatta in una passione ed un lavoro accurato. Olivia realizza scarpe interamente fatte a mano, con l’obiettivo di ottenere la massima comodità, quella che non riusciva ad avere con le calzature acquistate durante gli anni all’università. Durante Artigianato e Palazzo ha parlato dei suoi prodotti, ma anche della sua esperienza con il web. Olivia ha una pagina Facebook in cui racconta la sua storia e ha superato la paura che il web snaturi i contatti con chi è interessato alle sue scarpe.

Vincenzo Spanò

Costretto a letto per un incidente, Vincenzo Spanò scopre la magia di una scatola di perline… Da lì inizia la sua storia di creatore di gioielli, colorati, fantasiosi, divertenti.

per vetro instagram

“I goti de fornasa” erano originariamente i bicchieri che i maestri vetrai di Murano preparavano a fine giornata per essere usati dalle loro famiglie. Ad Artigianato e Palazzo Maracantonio Brandolini D’Adda e Alvise de Mezzo di Laguna B hanno portato una dimostrazione di soffiatura del vetro e di creazione di questi bicchieri.

Vetro

Il vetro va sempre guardato, costantemente. Si crea una tensione, vorresti toccarlo ma non puoi, ne hai paura. Quello nei confronti del fuoco e del vetro è un amore per il quale vale la pena superare la paura iniziale. Il vetro raccoglie in sé i quattro elementi: ci sono la sabbia che è la terra, il fuoco che rende possibile il processo alchemico, aria e acqua che sono strumenti di controllo.

Da una bella chiacchierata con Alvise de Mezzo. A volte vale la pena far raffreddare una pastasciutta e rimanere ad ascoltare. (Nella foto: il tavolo del maestro)

Il forcolaio mattoPiero Dri costruisce remi e forcole per le barche veneziane. Dopo la laurea in astronomia ha deciso di tornare alle origini, seguendo la sua passione per le barche e il suo carattere, adatto al lavoro di bottega. Sentiva il bisogno di tornare alle origini e la necessità di avere tra le mani dei prodotti da finalizzare.

Atelier della lana

L’Atelier della Lana è una piccola azienda artigiana di Prato che produce capi d’abbigliamento ed accessori in lana e seta fatti con la tecnica dell’infeltrimento; un processo che si ottiene attraverso l’utilizzo di lane pregiate, impastate e pressate con acqua e sapone.

Il merlo

Le borse di Kyoko Morita sono interamente cucite a mano con devozione e attenzione. Kyoko unisce linee innovative, colori brillanti e pelli di ottima qualità. IL MERLO Bags

Penko

PAOLO PENKO – Firenze, un dettaglio del banco di lavoro di un grande maestro dell’arte orafa fiorentina. Il mio percorso ad Artigianato e Palazzo non poteva che concludersi con i gioielli realizzati interamente a mano secondo le antiche tecniche dell’arte orafa fiorentina. Un esempio per tutti i giovani che hanno deciso o decideranno di fare dell’artigianato il proprio stile di vita…

Giardino

Al prossimo anno!

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25 Novembre: Giornata contro la violenza sulle donne

Un paio di anni fa, dopo aver assistito ad un incontro organizzato a Firenze per La giornata contro la violenza sulle donne, scrissi un articolo per il giornale online guesswhat.it. L’articolo finiva con una riflessione sulla mancata presenza degli uomini tra relatori e pubblico. Sabato parteciperò ad un’altra conferenza sul tema (Firenze, Oblate ore 17.30). Spero questa volta gli uomini mi sapranno stupire partecipando numerosi … io ne porterò due!

Ecco l’articolo pubblicato su GuessWhat.

25 Novembre, una giornata speciale

Il 25 Novembre 1960 le sorelle Mirabal, tre dominicane oppositrici del regime dittatoriale di Rafael Leónidas Trujillo, vengono uccise mentre si recano in carcere a far visita ai loro mariti. L’auto sulla quale viaggiavano viene bloccata da agenti del Servizio di informazione militare e le tre donne e l’autista vengono condotti in un luogo isolato, una piantagione di canna da zucchero, e uccisi a bastonate. I loro corpi, rimessi nel veicolo sul quale viaggiavano, vengono fatti precipitare per un dirupo per simulare un incidente.

In ricordo dell’assassinio delle sorelle Mirabal, il 17 dicembre 1999, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite designa il 25 novembre come Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Recentemente in Italia si parla molto di femminicidio, che è forse la massima espressione della violenza contro le donne.

Con il termine femminicidio si indica non solo l’“uccisione di una donna o di una ragazza”, ma anche “qualsiasi forma di violenza esercitata sistematicamente sulle donne in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale, allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne l’identità attraverso l’assoggettamento fisico o psicologico, fino alla schiavitù o alla morte” (Devoto-Oli 2009). Più in generale, nella stampa e nei mezzi di comunicazione, con il termine femminicidio, ci si riferisce all’omicidio in cui esiste un legame affettivo tra vittima e carnefice. Secondo i dati dell’Eures, nel periodo compreso tra il 2000 e il 2012, sono state uccise oltre 2.220 donne, con una media di 171 all’anno. Di questi il 70,7% (ovvero 1.570 casi) sono avvenuti, per l’appunto, nell’ambito familiare o di relazioni affettive. Fino ad ora sono 128 le morti per femminicidio nel 2013. I dati Eures parlano di un fenomeno trasversale in quanto a età, area geografica e religione di vittima e omicida. ll responsabile della violenza è nel 48% dei casi il marito, nel 12% il convivente nel 23% l’ex partner. Nel 61% dei casi l’omicida ha tra i 35 e i 54 anni, il 46% ha la licenza media superiore e il 19% la laurea.

Per affrontare il fenomeno, sono stati avviati, negli ultimi anni, progetti, campagne e manifestazioni di sensibilizzazione istituzionali e non. Il 10 Settembre 2013 il parlamento italiano ha ratificato la Convenzione di Istanbul, i cui obiettivi sono: proteggere le donne da ogni forma di violenza e prevenire, perseguire ed eliminare la violenza contro le donne e la violenza domestica; contribuire ad eliminare ogni forma di discriminazione contro le donne e promuovere la concreta parità tra i sessi; predisporre un quadro globale, di politiche e misure di protezione e di assistenza a favore di tutte le vittime di violenza contro le donne e di violenza domestica; promuovere la cooperazione internazionale al fine di eliminare la violenza contro le donne e la violenza domestica e, infine,  sostenere e assistere le organizzazioni e autorità incaricate dell’applicazione della legge in modo che possano collaborare efficacemente, al fine di adottare un approccio integrato per l’eliminazione della violenza contro le donne e la violenza domestica.

Stamattina ho preso parte all’incontro “Tra i mille volti della violenza” organizzato dal Comune di Firenze con le associazioni che maggiormente si occupano del tema nel capoluogo toscano (tra cui ricordo Artemisia e Cospe). Al dibattito hanno partecipato, oltre alle rappresentati delle istituzioni, 9 esperti del tema. Tra questi esperti, solo uno era un uomo: Paolo Pratesi, Dirigente del 118 che ha ricordato il servizio Triage Rosa antiviolenza. La Senatrice Rosa Maria Di Giorgi (PD), intervenuta al dibattito, si è rivolta agli studenti maschi in sala, ponendo l’accento sulla necessità della loro partecipazione affinché avvenga il cambiamento culturale di cui l’Italia necessita al fine di modificare i rapporti di genere verso una società maggiormente equa. Enrico Berlinguer, 35 anni fa, parafrasando Marx, diceva: “Non può essere libero l’uomo che opprime una donna”. È proprio su questo cambio di prospettiva e sulla necessità di una rivoluzione culturale che veda al centro gli uomini, prima ancora che le donne, che vorrei invitare tutti a riflettere, oggi, 25 Novembre, e sempre.

 

 

In ricordo di Valeria Solesin

Intervento del Senatore Gianpiero Dalla Zuanna nell’Aula del Senato lunedì 16 novembre 2015, in ricordo di Valeria Solesin.

L’Italia, il Veneto e la città di Venezia si stringono attorno alla famiglia, al fidanzato e agli amici di Valeria Solesin. Tutti noi parlamentari – nel prendere le difficili decisioni per combattere con efficacia la fabbrica del terrore – dovremo avere sempre in mente anche il suo sacrificio.

La piccola comunità dei demografi italiani è sconvolta dalla perdita di una giovane studiosa che ha già dato interessanti contributi di ricerca, mostrando un equilibrio non comune e una sorprendente maturità di giudizio. Personalmente – anche se purtroppo non ho fatto in tempo a conoscerla – mi sono rivisto nella vicenda umana e professionale di Valeria. Dottorando di demografia, alla sua età partecipavo ai miei primi seminari e convegni a Parigi, allora come ora fra i maggiori centri europei per gli studi di popolazione. Così come hanno fatto tanti demografi italiani di questi ultimi decenni.

Per me è facile comprendere come mai Valeria, giovane sociologa con laurea triennale a Trento e intensamente impegnata fin da adolescente in attività di volontariato, si è dedicata a questo campo di studi, frequentando prima la laurea magistrale e poi il dottorato alla Sorbona. La demografia affratella i popoli perché ne scopre continuamente le somiglianze proprio nelle vicende fondamentali della vita come fare famiglia, mettere al mondo i figli, migrare, morire, riscoprendo di continuo l’unità di fondo della famiglia umana.

Valeria non era un cervello in fuga. Era una giovane cittadina italiana ed europea che aveva scelto la Francia per dedicare la sua attività di studiosa alle cose che più la interessavano. Valeria confronta la condizione femminile in Francia e in Italia, mettendo in luce le profonde differenze nel mercato del lavoro, nel welfare, nel milieu culturale, ma sottolineando anche alcune importanti affinità. Voglio darle voce in quest’Aula, leggendo le conclusioni di un articolo da lai pubblicato sulla rivista Neodemos un paio di anni fa, appena ventiseienne: “In un contesto europeo in cui si promuove l’occupazione femminile, non si possono ignorare le conseguenze dell’arrivo dei figli sull’attività professionale delle donne. Se da un lato, infatti, l’Italia fatica a raggiungere l’obiettivo, sancito dal trattato di Lisbona, di un’occupazione femminile al 60%, si nota che anche in Francia, paese assai più performante, l’occupazione delle donne è ancora sensibile all’età e al numero di figli presenti nel nucleo famigliare. È per questo motivo che appare auspicabile una maggiore condivisione delle responsabilità familiari e professionali fra le donne e gli uomini di entrambi i paesi”.

Ci mancherai Valeria. Mancherai prima di tutto alla tua famiglia, al tuo fidanzato, ai tuoi amici e ai tuoi colleghi. Ma come ha detto tua madre con parole veramente sublimi, mancherai anche al tuo Paese. La nostra passione, il nostro impegno e il nostro lavoro siano degne del tuo sacrificio.

Se siete di Firenze…

Se siete di Firenze, o passate da Firenze in questi giorni di festa, vi suggerisco di partecipare alla Festa di San Giovanni, che si terrà in Piazza Vittorio Veneto dal 24 al 28 giugno.

Per l’occasione, nell’area della Festa dedicata alle associazioni, sarà esposta la mostra fotografica di Francesco Brunelli ART artigiani e artisti, di cui ho curato i testi.

Ogni giorno è previsto alle 20.00 un workshop gratuito con gli artigiani e artisti di ART.
Qui ne parlo in maniera più dettagliata:
http://www.firenzetoday.it/eventi/mostre/art-artigiani-artisti-festa-san-giovanni-2015.html

Vi aspetto! ART_Foto di Francesco Brunelli

Tutto lo stadio in piedi

Ieri i giornali italiani ci hanno mostrato le immagini di Lorenzo Schoonbaert. Lorenzo è un padre di 41 anni, malato terminale di cancro, che dopo 37 operazioni ha deciso di terminare il suo calvario, richiedendo l’eutanasia. Prima di andarsene ha espresso il desiderio di vedere la sua ultima partita del Bruges, sua squadra del cuore. A noi sono arrivate le immagini di quest’uomo con il viso scavato che si regge in piedi a fatica e cammina tenendo per mano la sua bellissima bambina bionda di sette anni, avvicinandosi al centro del campo. Lì tira il calcio d’inizio e da lì si allontana verso le panchine, lentamente, sorridendo alla figlia.
Oltre allo sforzo visibile di quest’uomo per affrontare quest’ultima impresa, al viso non del tutto inconsapevole della bambina, quello che mi ha veramente colpito è stato il pubblico dello stadio. Tutti in piedi ad applaudire. Uno striscione dei tifosi con scritto “You’ll never walk alone Lorre”. Perchè Lorenzo, in Belgio, può non camminare mai solo. Può avere uno stadio intero in piedi per lui, può decidere di smettere di soffrire quando la sofferenza è diventata troppo grande, senza essere giudicato.

E allora mi è tornata in mente una storia tutta italiana. Quella di Eluana Englaro. Sì, la storia non è la stessa. Eluana non ha potuto scegliere, non solo non essendo cosciente a seguito di un incidente, ma anche perchè in Italia quella di arrendersi alla malattia non è una scelta possibile. Quello a cui ho pensato, però non è solo questo. Ho pensato al giorno in cui Eluana ci ha lasciati. Anzi, anche ai giorni e mesi precedenti. Quelli in cui suo padre ha dovuto lottare per questa decisione, quelli in cui di fronte alla clinica in cui era ricoverata si riunivano dei manifestanti per urlare “Eluana svegliati”, e ad insultare il padre, in quel momento di dolore. Ho pensato ai giorni in cui la televisione ci parlava di alcune persone che si erano gettate addosso all’ambulanza che la trasportava, pur di fermarla. E a Berlusconi, allora premier, che diceva di Eluana “ha un bell’aspetto” ed un’aria sana, pur non avendola mai vista. O che aveva il coraggio di dire del padre:”vuole togliersi di mezzo una scomodità”.

Ecco, i due casi non sono paragonabili, lo so. Per Eluana ci sono state anche veglie di preghiera, verso suo padre c’è stata anche tanta solidarietà. Ma non mi tolgo dalla mente che, anche se avesse potuto scegliere (e le testimonianze delle persone che più la conoscevano e amavano hanno confermato quale sarebbe stata la sua scetla), per Eluana, non ci sarebbe stato nessun giro di campo con lo stadio in piedi ad applaudire. Non per lei, nè per chi soffre di malattie terminali e decide che non ce la fa più.
Ecco, vedendo Lorenzo camminare a fatica tenendo per mano la sua bambina, ho pensato a questo. Al rispetto per una decisione personale che forse in Italia non ci sarà mai. Alla possibilità di non camminare da soli nel percorso più difficile della propria vita, che qui è utopia. E sono triste. Perchè vorrei qualcosa di diverso dal mio paese, vorrei qualcosa di grande: vorrei la libertà di scelta e tutto lo stadio in piedi.

Lorenzo

Una nuova avventura

Da qualche tempo sono entrata in contatto con la realtà di CO-HIVE.
CO-HIVE è una piattaforma online dedicata agli artigiani, nella quale condividere le proprie competenze e/o i propri spazi lavorativi e gli strumenti del mestiere.
L’incontro con Simona e Nicola, i fondatori, ha fatto nascere una nuova collaborazione: mi occuperò di intervistare gli artigiani di Firenze.

Ieri è uscita la mia prima intervista. Ho avuto la fortuna di incontrare Takafumi Mochizuki, intarsiatore, ed Hisashi Hidano, shoe designer. Ho parlato con loro della mostra che hanno organizzato per Pitti Immagine e delle loro opere.
Mi hanno portato in un mondo meraviglioso che unisce la preziosità dell’artigianato Giapponese alla creatività e i materiali dell’artigianato italiano.

Qui l’intervista:
http://co-hive.com/blog/takafumi-mochizuki-hisashi-hidano-circus/