Genitori e figli

Ultimo articolo prima della pausa estiva.
Si parla di genitori che aiutano i figli.
Soprendentemente l’Italia risulta tra i paesi in cui la probabilità che i genitori aiutino economicamente i figli è molto bassa.
Stupiti?
In realtà c’è una spiegazione…
http://www.imprendinews.com/2015/07/29/clic-genitori-che-aiutano-i-figli/

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Cosa rende le donne economicamente soddisfatte?

Nuovo articolo della mia rubrica CLIC!

Oggi vi parlo di donne e soddisfazione economica. Riportando i risultati di un articolo pubblicato nell’European Sociological Revew ho appreso che per le donne italiane la soddisfazione economica passa o attraverso un lavoro continuativo, quindi la dedizione alla carriera, oppure attraverso il matrimonio. Nel secondo caso la soddisfazione finanziaria dipende dalle risorse economiche del marito.

Qui trovate tutto l’articolo:

http://www.imprendinews.com/2015/06/10/clic-cosa-rende-le-donne-economicamente-soddisfatte/alessandra-minello-clic-17-0-cover

Italiani, casa e famiglia

Un nuovo articolo per la mia rubrica CLIC.

Oggi propongo una fotografia del legame tra italiani, casa e famiglia di origine. Si tratta di una relazione molto stretta che va a modificarsi di generazione in generazione.

Riporto i risultati di una ricerca svolta dalla Dottoressa Lidia Manzo nel comune di Milano.

http://www.imprendinews.com/2015/05/06/clic-italiani-casa-e-famiglia/

Buona lettura!

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La strada verso la meritocrazia

L’importanza della classe sociale dei genitori per determinare il livello di istruzione dei figli è in costante diminuzione.

Ciononostante l’Italia rimane uno dei paesi europei in cui il titolo di studio dei figli è maggiormente legato alla professione dei genitori.
Ne parlo in questo articolo, facendo riferimento a due importanti studi scientifici italiani.

http://www.imprendinews.com/2015/04/22/clic-la-strada-verso-la-meritocrazia/

Lavoro e bellezza

Ultimamente latito un po’ dal blog.
In realtà è un periodo di grande creatività e sto scrivendo moltissimo.

Qui, ad esempio, trovate il mio nuovo articolo per la rubrica CLIC.
Ho trovato due studi interessanti, uno americano e uno italiano, che parlano dell’importanza della bellezza in fase di ricerca di lavoro. Entrambi gli studi confermano che i datori di lavoro discriminano i candidati a seconda del loro aspetto estetico.

http://www.imprendinews.com/2015/04/08/clic-cosa-cercano-i-datori-di-lavoro-2a-parte/

Cosa cercano i datori di lavoro?

Ho ricominciato a cercare tra gli articoli scientifici dei miei colleghi e ho trovato una chicca…

Si tratta di un articolo di una ricercatrice italiana, parla di istruzione, dal punto di vista dei datori di lavoro.
Penso sia importante portare la ricerca al di fuori dell’accademia, perchè a molti accademici piace chiudersi in cerchio e raccontarsi le storie, senza pensare che potrebbero essere in tanti a beneficiarne.

Qui c’è un esempio di buona ricerca, ed è solo l’inizio di una riflessione su quello che cercano i datori di lavoro quando si trovano di fronte un candidato.

http://www.imprendinews.com/2015/03/18/clic-cosa-cercano-datori-di-lavoro/

colloquio

Tutto lo stadio in piedi

Ieri i giornali italiani ci hanno mostrato le immagini di Lorenzo Schoonbaert. Lorenzo è un padre di 41 anni, malato terminale di cancro, che dopo 37 operazioni ha deciso di terminare il suo calvario, richiedendo l’eutanasia. Prima di andarsene ha espresso il desiderio di vedere la sua ultima partita del Bruges, sua squadra del cuore. A noi sono arrivate le immagini di quest’uomo con il viso scavato che si regge in piedi a fatica e cammina tenendo per mano la sua bellissima bambina bionda di sette anni, avvicinandosi al centro del campo. Lì tira il calcio d’inizio e da lì si allontana verso le panchine, lentamente, sorridendo alla figlia.
Oltre allo sforzo visibile di quest’uomo per affrontare quest’ultima impresa, al viso non del tutto inconsapevole della bambina, quello che mi ha veramente colpito è stato il pubblico dello stadio. Tutti in piedi ad applaudire. Uno striscione dei tifosi con scritto “You’ll never walk alone Lorre”. Perchè Lorenzo, in Belgio, può non camminare mai solo. Può avere uno stadio intero in piedi per lui, può decidere di smettere di soffrire quando la sofferenza è diventata troppo grande, senza essere giudicato.

E allora mi è tornata in mente una storia tutta italiana. Quella di Eluana Englaro. Sì, la storia non è la stessa. Eluana non ha potuto scegliere, non solo non essendo cosciente a seguito di un incidente, ma anche perchè in Italia quella di arrendersi alla malattia non è una scelta possibile. Quello a cui ho pensato, però non è solo questo. Ho pensato al giorno in cui Eluana ci ha lasciati. Anzi, anche ai giorni e mesi precedenti. Quelli in cui suo padre ha dovuto lottare per questa decisione, quelli in cui di fronte alla clinica in cui era ricoverata si riunivano dei manifestanti per urlare “Eluana svegliati”, e ad insultare il padre, in quel momento di dolore. Ho pensato ai giorni in cui la televisione ci parlava di alcune persone che si erano gettate addosso all’ambulanza che la trasportava, pur di fermarla. E a Berlusconi, allora premier, che diceva di Eluana “ha un bell’aspetto” ed un’aria sana, pur non avendola mai vista. O che aveva il coraggio di dire del padre:”vuole togliersi di mezzo una scomodità”.

Ecco, i due casi non sono paragonabili, lo so. Per Eluana ci sono state anche veglie di preghiera, verso suo padre c’è stata anche tanta solidarietà. Ma non mi tolgo dalla mente che, anche se avesse potuto scegliere (e le testimonianze delle persone che più la conoscevano e amavano hanno confermato quale sarebbe stata la sua scetla), per Eluana, non ci sarebbe stato nessun giro di campo con lo stadio in piedi ad applaudire. Non per lei, nè per chi soffre di malattie terminali e decide che non ce la fa più.
Ecco, vedendo Lorenzo camminare a fatica tenendo per mano la sua bambina, ho pensato a questo. Al rispetto per una decisione personale che forse in Italia non ci sarà mai. Alla possibilità di non camminare da soli nel percorso più difficile della propria vita, che qui è utopia. E sono triste. Perchè vorrei qualcosa di diverso dal mio paese, vorrei qualcosa di grande: vorrei la libertà di scelta e tutto lo stadio in piedi.

Lorenzo